
Si è svolto mercoledì 10 marzo, alle ore 11.00, presso l'Aula Magna Benedetto XVI della Pontificia Università Lateranense, l'atto accademico per celebrare la libertà religiosa a sessant'anni dalla Dichiarazione Universale.
Sono intervenuti l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, S.E.Sig.ra Navi Pillay ed il Segretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, S.E. Mario Toso.
Mons. Mario Toso sottolineando come il laicismo dominante e i preconcetti nei confronti delle religioni, abbiano posto in secondo piano il diritto alla libertà religiosa, ha ribadito che «la Dichiarazione universale ha il merito di aver raccolto e considerato quali espressioni di una stessa dignità umana, patrimonio comune di differenti culture, religioni, istituzioni giuridiche».
La Signora Pillay, che oltre all'incarico presso le Nazioni Unite è un'autorevole avvocato e magistrato sudafricano, ha sottolineato, nella sua relazione intitolata Il diritto alla liberta di religione oggi. Sessanta anni dopo la Dichiarazione universale dei diritti umani, l'attuale e sempre più diffusa incapacità di rispettare l’appartenenza religiosa degli altri e l’incapacità di consentire la piena pratica della libertà religiosa. L'auspicio, secondo la Pillay è «che tutti gli uomini di buona volontà, gli Stati, le organizzazioni internazionali, studiosi e società civile non siano distratti dai loro grandi obiettivi ma contribuiscano a creare un mondo di tollaranza e reciproco rispetto, ponendo fine alle discriminazioni ed abbracciando le diversità».
Nel suo intervento iniziale il Rettore Magnifico mons. Rino Fisichella (assente per impegni negli Stati Uniti), oltre ad una riflessione sulla Dichiarazione universale ed un rigraziamento ai due partecipanti, ha evidenziato la dimensione universale della Lateranense.
L'Università del Papa - ha ricordato - «con le sue Facoltà ed Istituti e con il suo corpo docente si sente impegnata a dare la giusta collocazione alla promozione e alla protezione dei diritti fondamentali della persona nell’azione educativa e di alta formazione accademica posta a servizio di sacerdoti, religiosi, religiose e laici provenienti dai diversi continenti che testimoniano una concreta dimensione di universalità e si preparano a riversare la competenza acquisita nelle loro comunità di origine».
Qui di seguito, alcune foto dell'evento
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